Per verificare la consistenza del nostro stimatore (vedi figura 4.5) lo si è applicato in maniera ripetuta ad un campo simulato di sorgenti uniformemente distribuite, ci riferiamo alla figura dove in ascissa abbiamo la distanza tra le coppie e in ordinata l'estimatore. I risultati ottenuti (vedi tabella 4.2) mostrano come si possa tenere conto di un errore sistematico presente nelle stime e come questo errore sia legato alla quantità di oggetti presenti nel catalogo: le stime sono tanto più accurate quante più sorgenti sono presenti nel nostro catalogo (vedi figure 4.5 e 4.6).
Un altro problema deriva dal fatto che questi estimatori agiscono su distribuzioni discrete di oggetti e gli errori sulla stima dipendono dal binning di questi dati. Nel nostro caso il problema è stato quello di trovare un rapporto ``ottimale'' tra il numero di sorgenti del catalogo e il binning utilizzato, cioè il numero di intervalli in cui suddividere la distanza totale per calcolare i conteggi delle coppie. Purtroppo, e in questo la letteratura sembra esserci di conforto (Giavalisco, comunicazione privata), non sembra esistere una tale relazione e l'unica soluzione è quella di procedere a tentativi per decidere di volta in volta quale sia il miglior numero di intervalli da adottare.
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