Una statistica comune per caratterizzare il clustering delle galassie è la funzione di correlazione a due punti.
Poiché le osservazioni sono proiettate sulla sfera celeste, la funzione di correlazione viene calcolata dalle posizioni angolari degli oggetti nei cataloghi. Naturalmente se si hanno a disposizione i redshift degli oggetti si può calcolare direttamente la funzione di correlazione spaziale, ma i cataloghi con redshift sono ancora relativamente pochi e quindi le correlazioni angolari galattiche sono le uniche sicuramente disponibili. Con ipotesi e assunzioni aggiuntive si può stimare poi la funzione spaziale da quella angolare [Limber, 1954,Fall, 1979].
La funzione di correlazione angolare4.1 w(
)
è la proiezione della funzione di correlazione spaziale,
,
ed è definita in termini della probabilità congiunta di trovare due galassie separate da una distanza angolare
rispetto alla probabilità che ci si aspetterebbe per una distribuzione casuale,
I maggiori problemi nella stima della funzione di correlazione angolare riguardano la mancanza di conoscenza della sottostante densità uniforme convoluta con gradienti veri o artificiali su larga scala, le dimensioni piccole del campione, e le interazioni del campione con i problemi di bordo. Nel corso degli anni, diversi stimatori sono stati stati proposti per ovviare a questi problemi e misurare la funzione di correlazione con la minima distorsione e varianza possibile.
Generalmente viene ipotizzato che la varianza negli stimatori sia una statistica Poissoniana dei conteggi in ogni intervallo [Peebles, 1980], ma questa è solo una previsione ottimistica che ad un'analisi approfondita, attraverso simulazioni, si rivela vera solo per pochissimi stimatori [Landy & Szalay, 1993].
Il lavoro originale svolto in questa tesi si è focalizzato come precedentemente sottolineato nell'interfaccia tra le predizioni dei modelli CDM e gli osservabili ottenuti da survey ad alto redshift. Ci si è concentrati nello sviluppo di un codice originale, mostrato nell'appendice B, basato su due stimatori:
Le proprietà dei due estimatori sono state discusse da Landy & Szalay (1993). Il risultato rilevante per la nostra analisi è il fatto che la varianza dello stimatore LS è più piccola di quello PB, ed è vicina alla varianza di una distribuzione di Poisson. In più lo stimatore LS risulta meno sensibile a effetti di bordo e a variazioni spurie della densità superficiale galattica. Per questo motivo, nella stima dei parametri caratteristici della struttura analizzata, abbiamo misurato w(
)
con il solo stimatore LS.