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Gli aloni

La struttura è fatta evolvere da z=15, attraverso vari intervalli temporali, fino a redshift z=3.13, il redshift cioè dove è centrata la finestra osservativa della survey a banda stretta per la ricerca della riga di emissione Ly-$\alpha $. Nelle figure 4.1, 4.2, 4.3 e 4.4 è mostrata l'evoluzione della struttura col passare del tempo all'interno della scatola di computazione. Per una migliore visualizzazione si è scelto di tagliare una ``fetta'' di un solo Megaparsec di profondità di ogni simulazione. È immediatamente visibile l'evoluzione col redshift delle strutture e come la materia oscura tenda ad addensarsi in filamenti e concentrazioni ben localizzate. Le zone più scure nelle figure 4.1, 4.2, 4.3 e 4.4 indicano le regioni dove la densità di materia è alcuni ordini di magnitudine più grande del valore medio della densità all'interno dell'intero volume. Queste regioni di alta densità sono gli aloni di materia oscura, le regioni dove il gas può addensarsi e raffreddarsi per formare stelle e galassie. Il codice PM utilizza l'algoritmo BDM, descritto nell'appendice A, per la ricerca degli aloni di materia oscura. L'ipotesi che facciamo nelle nostre similazioni è proprio quella di considerare gli aloni come le sedi privilegiate di formazione galattica e quindi avere informazioni, attraverso lo studio del clustering degli aloni, sulle strutture che ci aspettiamo nella distribuzione galattica ad alto redshift.




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Maurilio Pannella
2001-07-30