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Quando una parte di Universo contiene più materia della media, la sua gravità frena l'espansione in maniera maggiore rispetto alla decelerazione cosmica media. Supponiamo che la densità media sia
,
e quindi
,
e che l'espansione media sia descritta dal fattore di scala
e dal parametro di Hubble
.
Entro il volume in studio possiamo scrivere
![\begin{displaymath}
\rho(t) = \bar{\rho}(t)[1+\delta(t)],~~e~~a(t) = \bar{a}(t)[1-\epsilon(t)].
\end{displaymath}](img294.gif) |
(3.6) |
Se la regione è approssimativamente sferica, la materia all'esterno di essa non esercita nessuna forza gravitazionale verso l'interno e se è grande abbastanza possiamo ignorare la pressione di gas e considerarla come parte di un universo più denso e quindi più lentamente in espansione.
Dove la densità locale diventa maggiore del valore critico, cioé quando:
l'espansione viene arrestata e comincia la formazione di gruppi e ammassi di galassie. La materia comincia a collassare e la densità aumenta finché la pressione dovuta ai moti casuali delle ``particelle'' non arresta il collasso. Nelle regioni dove la densità di materia è minore della media, l'espansione è più veloce; queste regioni diventano sempre meno dense rispetto alle regioni vicine.
Quando l'Universo è dominato dalla materia, dall'equazione 1.27 si ottiene:
 |
(3.7) |
quindi
tende sempre all'unità per zeta che tende all'infinito , o t che tende a zero. Anche se
e la densità media è inferiore a quella critica, al tempo attuale, ad epoche primordiali sarebbe sufficiente una infinitesima variazione frazionale di densità per rendere
,
cioè per rendere la densità locale maggiore della densità critica.
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Maurilio Pannella
2001-07-30