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Effetti geometrici

Supponiamo di avere una sorgente distante alla coordinata comovente r1 con luminosità L. Dalla metrica di Robertson-Walker sappiamo che quando questa luce ha raggiunto l'origine, è distribuita su una sfera di superficie $4\pi(a_0r_1)^2$, e quindi il flusso che si misurerebbe nello stesso sistema di riferimento è dato da:


\begin{displaymath}
F_1 = \frac{L}{4\pi(a_0r_1)^2}.
\end{displaymath} (2.8)

Il flusso misurato attualmente dall'osservatore posto all'origine, corretto per l'effetto Doppler come mostrato nell'ultimo paragrafo, è dato da:

\begin{displaymath}
F_0 = \frac{F_1}{(1+z)^2} = \frac{L}{4\pi(1+z)^2(a_0r_1)^2} = \frac{L}{4\pi d_L^2},
\end{displaymath} (2.9)

dove, in analogia alla formula valida in geometria euclidea per la diminuzione del flusso col quadrato della distanza, si definisce una ``distanza di luminosità'' dL = (1+z)a0r1.

Nello studio delle galassie risulta importante considerare la brillanza superficiale di una sorgente estesa (come in Fig.2.2) di ampiezza angolare $\delta\theta$, dimensione lineare D e luminosità L. L'angolo solido sotteso dalla sorgente è $\delta\Omega = \pi\delta\theta^2/4$, e la relazione tra la dimensione angolare $\delta\theta$ e la dimensione lineare D si trova usando la metrica di Robertson-Walker: $D = a(t_1)r_1\delta\theta$. Inserendo questa relazione nella precedente si trova:

\begin{displaymath}
\delta\Omega = \frac{\pi D^2}{4d_A^2} = \frac{\pi D^2(1+z)^2}{4a_0^2r_1^2},
\end{displaymath} (2.10)

dove dA=a0r1 è la distanza angolare definita così in analogia alla definizione di distanza di parallasse valida in una geometria euclidea.

Figure 2.2: Una sorgente di diametro lineare D sottende un angolo $\theta $ e un angolo solido $\Omega $ quando è vista da un osservatore a distanza dA.
\begin{figure}
\par\centering\par\epsfig{figure=figura1.eps,height=6cm,width=14cm,clip=}\par\vspace{7mm}
\par\end{figure}

La brillanza superficiale della sorgente (ergs s-1cm-2arcsec-2) diventa allora:

$\displaystyle \Sigma'$ = $\displaystyle \frac{F'}{\delta\Omega} = \frac{L}{4\pi a_0^2r_1^2(1+z)^2} \frac{4a_0r_1^2}{\pi D^2(1+z)^2}$  
  = $\displaystyle \frac{L}{\pi^2 D^2(1+z)^4}$  
  = $\displaystyle \frac{\Sigma}{(1+z)^4}.$ (2.11)

È ovvio dalle unità di misura della brillanza superficiale che l'intensità del campo si riduce nella stessa maniera, cioè come (1+z)-4. Poiché l'intensità totale è l'integrale di quella specifica, $I = \int I_nu d\nu$, e $d\nu = d\nu_1/(1+z)$, l'intensità specifica si trasforma come:

\begin{displaymath}
I'_\nu(\nu_0) =\frac{I_\nu(\nu_1)}{(1+z)^3} = \frac{I_\nu(\nu_0[1+z])}{(1+z)^3}.
\end{displaymath} (2.12)

Un risultato importante di questa trasformazione può essere visto considerando l'intensità osservata dello spettro di un corpo nero caratterizzato da una temperatura T1 nel sistema di riferimento a riposo, e redshiftato di z. Nel sistema di riferimento a riposo l'intensità specifica è:

\begin{displaymath}
I_\nu(\nu_1) =\frac{2h\nu_1^3}{c^2}\Big[ exp\Big( \frac{h\nu_1}{kT_1}\Big) -1\Big]^{-1}.
\end{displaymath} (2.13)

 
Nel sistema di riferimento dell'osservatore, l'intensità specifica è data da:


$\displaystyle I'_\nu(\nu_0)$ = $\displaystyle \frac{I_\nu[\nu_0(1+z)]}{(1+z)^3}$  
  = $\displaystyle \frac{1}{(1+z)^3}\frac{2h\nu_0^3(1+z)^3}{c^2}\Big[ exp\Big( \frac{h\nu_0(1+z)}{kT_1}\Big) -1\Big]^{-1}$  
  = $\displaystyle \frac{2h\nu_0^3}{c^2}\Big[ exp\Big( \frac{h\nu_0}{kT_0}\Big) -1\Big]^{-1},$ (2.14)

dove abbiamo definito T0=T1/(1+z). Abbiamo trovato che lo spettro di un corpo nero redshiftato è ancora uno spettro di corpo nero, ma caratterizzato da una temperatura diminuita di un fattore 1+z. Questa è la ragione per cui lo spettro della CBR conserva la forma di un corpo nero.

Le trasformazioni di varie quantità tra il sistema di riferimento di osservazione e quello osservato sono riassunte nella tabella 2.1.

 
Table 2.1: Trasformazioni di quantità irradiate
Quantità Sistema Sistema
(Unità di misura) a riposo dell'osservatore
Frequenza (Hz) $\nu_1$ $\nu_0 = \nu_1(1+z)^{-1}$
Lunghezza d'onda ($\AA$) $\lambda_1$ $\lambda_0 = \lambda_1(1+z)$
Flusso Specifico $F_\nu(\nu_1)$ $F'_\nu(\nu_0) = F_\nu(\nu_1)/(1+z)$
(erg s-1cm-2Hz-1)    
Flusso Specifico $F_\lambda(\lambda_1)$ $F'_\lambda(\lambda_0) = F_\lambda(\lambda_1)/(1+z)^3$
(erg $s^{-1}cm^{-2}\AA^{-1}$)    
Flusso F F' = F/(1+z)2
(erg s-1cm-2)    
Brillanza Superficiale $\Sigma$ $\Sigma' = \Sigma/(1+z)^4$
(erg s-1cm-2arcsec-2)    
Intensità specifica $I_\nu$ $I'_\nu(\nu_0) = I_\nu(\nu_1)/(1+z)^3$
(erg s-1cm-2Hz-1ster-1)    
Intensità I I'= I/(1+z)4
(erg s-1cm-2ster-1)    
Larghezza equivalente (Å) $W(\lambda_1)$ $W'(\lambda_0) = W(\lambda_1)(1+z)$




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Maurilio Pannella
2001-07-30