Supponiamo di avere una sorgente distante alla coordinata comovente r1 con luminosità L. Dalla metrica di Robertson-Walker sappiamo che quando questa luce ha raggiunto l'origine, è distribuita su una sfera di superficie
,
e quindi il flusso che si misurerebbe nello stesso sistema di riferimento è dato da:
Il flusso misurato attualmente dall'osservatore posto all'origine, corretto per l'effetto Doppler come mostrato nell'ultimo paragrafo, è dato da:
dove, in analogia alla formula valida in geometria euclidea per la diminuzione del flusso col quadrato della distanza, si definisce una ``distanza di luminosità'' dL = (1+z)a0r1.
Nello studio delle galassie risulta importante considerare la brillanza superficiale di una sorgente estesa (come in Fig.2.2) di ampiezza angolare
,
dimensione lineare D e luminosità L. L'angolo solido sotteso dalla sorgente è
,
e la relazione tra la dimensione angolare
e la dimensione lineare D si trova usando la metrica di Robertson-Walker:
.
Inserendo questa relazione nella precedente si trova:
dove dA=a0r1 è la distanza angolare definita così in analogia alla definizione di distanza di parallasse valida in una geometria euclidea.
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La brillanza superficiale della sorgente (ergs
s-1cm-2arcsec-2) diventa allora:
È ovvio dalle unità di misura della brillanza superficiale che l'intensità del campo si riduce nella stessa maniera, cioè come (1+z)-4. Poiché l'intensità totale è l'integrale di quella specifica,
,
e
,
l'intensità specifica si trasforma come:
Un risultato importante di questa trasformazione può essere visto considerando l'intensità osservata dello spettro di un corpo nero caratterizzato da una temperatura T1 nel sistema di riferimento a riposo, e redshiftato di z. Nel sistema di riferimento a riposo l'intensità specifica è:
Nel sistema di riferimento dell'osservatore, l'intensità specifica è data da:
dove abbiamo definito T0=T1/(1+z). Abbiamo trovato che lo spettro di un corpo nero redshiftato è ancora uno spettro di corpo nero, ma caratterizzato da una temperatura diminuita di un fattore 1+z. Questa è la ragione per cui lo spettro della CBR conserva la forma di un corpo nero.
Le trasformazioni di varie quantità tra il sistema di riferimento di osservazione e quello osservato sono riassunte nella tabella 2.1.
| Quantità | Sistema | Sistema |
| (Unità di misura) | a riposo | dell'osservatore |
| Frequenza (Hz) |
|
|
| Lunghezza d'onda ( |
|
|
| Flusso Specifico |
|
|
| (erg s-1cm-2Hz-1) | ||
| Flusso Specifico |
|
|
| (erg
|
||
| Flusso | F | F' = F/(1+z)2 |
| (erg s-1cm-2) | ||
| Brillanza Superficiale |
|
|
| (erg s-1cm-2arcsec-2) | ||
| Intensità specifica |
|
|
| (erg s-1cm-2Hz-1ster-1) | ||
| Intensità | I | I'= I/(1+z)4 |
| (erg s-1cm-2ster-1) | ||
| Larghezza equivalente (Å) |
|